Il documento che segue è una sintesi dei fatti e delle informazioni emerse ieri, 12 novembre, grazie all’incontro organizzato dal nostro circolo. Si è pensato fosse cosa utile redigere un documento scritto a vantaggio sia di chi era presente e sia di chi non ha potuto esserci.
Vista l’importanza del tema trattato è molto importante garantire a tutti gli iscritti e ai cittadini una corretta informazione e una piena conoscenza della posizione che assume su tale tema il nostro partito.
Le informazioni raccolte di seguito sono il frutto del lavoro di ricerca del Gruppo Consiliare del PD al Comune e della Consigliera Regionale Marinella Sclocco, già riportate dalla stampa locale in queste settimane.
Il documento vuole essere solo un primo tassello nella discussione e nella battaglia che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi.
Qualche dato sull’area di risulta
Da dieci anni l’area di risulta è di proprietà del Comune di Pescara, venne acquistata per 12 miliardi di lire e si estende su una superficie complessiva di 11 ettari. La sua attuale destinazione, stabilita dal Piano Regolatore della Città di Pescara, è vincolata a 80% di verde, parcheggio e edificio culturale.
Secondo quanto stabilito dall’accordo di vendita tra il Comune e la società METROPOLIS, nel luglio del 2011 decadrà la clausola d’indennizzo in caso di trasformazione della destinazione urbanistica e l’attuale Giunta potrà modificare la destinazione d’uso dell’area modificando il PRG o procedendo attraverso gli Accordi di Programma. In entrambi i casi è necessaria l’approvazione del Consiglio Comunale. Appare evidente che un cambio della destinazione d’uso aumenterebbe il valore dei terreni presenti sull’area.
Durante la prima Giunta di centro sinistra (2003- 2008) il Comune lanciò un Concorso di idee internazionale che teneva conto dei vincoli imposti dal Piano Regolatore. Tutt’ora l’unico progetto discusso e portato all’attenzione dei cittadini è quello del centro sinistra che prevedeva parcheggi, verde e una mediateca (con una compartecipazione della Provincia di Pescara che intendeva trasferirvi la Biblioteca Provinciale) e la disponibilità della Fondazione Pescara Abruzzo a compartecipare alla realizzazione di un Teatro.
In queste ultime settimane l’area di risulta è tornata a essere oggetto d’interesse grazie al programma europeo JESSICA.
JESSICA - (Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas – Sostegno europeo congiunto per investimenti sostenibili nelle aree urbane).
Il Programma Jessica è uno strumento di ingegneria finanziaria promosso dalla Banca Europea degli Investimenti e dall'Ue finalizzato a sostenere investimenti rimborsabili a favore di progetti inseriti in un piano integrato per lo sviluppo urbano sostenibile.
I finanziamenti di Jessica non sono a fondo perduto e prevedono una compartecipazione PUBBLICO/PRIVATO. Il fatto che non siano a fondo perduto prevede che gli interventi infrastrutturali finanziati da Jessica producano reddito, un reddito utile a ripristinare il fondo messo a disposizione.
IL FONDO JESSICA VA RICOSTITUITO ENTRO 10 ANNI E VA RICOSTITUITO INTERAMENTE ANCHE NELLA PARTE DEI FONDI PUBBLICI.
Il 10 febbraio 2010 Chiodi ha sottoscritto un protocollo d’intesa con la BEI che dovrebbe portare alla costituzione di un fondo JESSICA di 300 milioni di euro, di questi 107 sarebbero destinati a Pescara per l’area di risulta. Tale cifra è una previsione (non è indicata nel protocollo) che parte dal dato certo che riguarda la parte di finanziamento pubblico che la Regione conta di coprire con i 30 milioni di euro dei fondi FESR.
I fondi FESR e FAS.
Questi fondi FESR – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale sono gli stessi che finanziano il programma PISU – Progetto Integrato Strategico Urbano - per il quale il Comune di Pescara ha già destinato i suoi 8 milioni di euro alla realizzazione del Ponte Camuzzi e dello svincolo dell’asse attrezzato su via Tirino (Delibera del 7 aprile 2009 – giunta di centro sinistra).
SI DEDUCE CHE QUESTI 8 MILIONI DI EURO NON POSSONO ESSERE UTILIZZATI PER L’AREA DI RISULTA.
A questo va aggiunto che l’area di risulta beneficerebbe di altri 10 milioni di euro dei fondi FAS – Fondo per le aree sottosviluppate - previsti dalla precedente giunta regionale di centro sinistra e che ad oggi non si sa che intende farne la Regione.
Sul piano triennale delle opere pubbliche del Comune di Pescara, alla voce “Lavori di riqualificazione dell’area di risulta” vengono indicati 80 milioni di euro di capitale esclusivamente privato ma la Giunta Mascia non chiarisce da dove vengano questi fondi, chi siano i privati che intendono metterli a disposizione e quale progetto andranno a finanziare.
Punti critici
Se l’investimento sull’area di risulta, grazie a Jessica, ammonterà a 107 milioni di euro (senza dimenticare che gli 8 milioni del PISU sono già destinati e dei 10 milioni del FAS non si sa nulla), l’attuale destinazione dell’80% a verde, parcheggi e cultura non potrà mai sviluppare una redditività tale da ripianare il fondo.
Il dato oggettivo utile a ripianare il fondo è che sull’area di risulta venga realizzata una cubatura edificabile di circa 30.000 mq, cosa impossibile se si rispetta il Piano Regolatore.
La Giunta di centro destra ha dichiarato che verrà utilizzato il Ferrohotel per realizzare un edificio direzionale (quindi di uso privato) per produrre il reddito utile a ripianare il fondo, ma stiamo parlano di 1.520 mq, solo il 6% dell’intero direzionale utile a ripianare il fondo.
I progetti JESSICA che interessano gli altri capoluoghi di provincia sono:
Teramo: recupero dell’ospedale psichiatrico (in questo caso ci sono le cubature destinate ad attività e servizi utili a ripianare il fondo)
Chieti: trasporto urbano (forti perplessità sono state espresse anche su questo progetto, perché un progetto di trasporto urbano non potrà mai ripianare un fondo con le caratteristiche di JESSICA).
L’Aquila: riqualificazione del polo industriale Italtel.
COSA CHIEDE IL PD di PESCARA
- Trasparenza sul progetto preparatorio che si sta elaborando negli uffici del Comune e che verrà presentato alla BEI (i nostri consiglieri proporranno interrogazioni e mozioni sia in Consiglio Comunale che in Regione).
- Ripristino dei 10 milioni dei fondi FAS a vantaggio di Pescara e dell’area di risulta.
- Avviare una discussione trasparente in Consiglio Comunale e in Regione sull’area di risulta, su ciò che sta accadendo sull’area di risulta.
Il nostro timore è quello che il Comune voglia procedere con una variante al PRG e modificare la destinazione di un’area fondamentale per la città, per la sua economia e per la qualità della vita dei pescaresi. Se questa è la loro scelta, si assumessero con trasparenza tale responsabilità di fronte alla città.
Certo il PD non può stare a guardare, come non possiamo non porci il problema di fare anche noi un minimo di autocritica se utile per il bene di Pescara e lavorare a un’idea alternativa e fattibile, da condividere con la città, le altre istituzioni e le forze economiche, sul destino dell’area di risulta. Auspichiamo tutti che questo avvenga nel rispetto dei principi di trasparenza e partecipazione con l’augurio di tornare presto al governo della nostra città.
Palmina Romano
La Segretaria del Circolo
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